Sulla sponda veronese del Garda il vino non si racconta soltanto: si vede. Basta allontanarsi di poco dal lungolago per trovarsi tra filari ordinati, casali di pietra e dolci colline che scendono verso l'acqua. È il territorio del Bardolino, uno dei vini storici del Veneto, e del suo fratello rosato, il Chiaretto di Bardolino. Due vini freschi e sinceri, perfetti per accompagnare la cucina del lago e le serate d'estate.
Se soggiornate da noi, siete già dentro questo mondo: Torri del Benaco fa parte della zona di produzione della denominazione, insieme a una quindicina di comuni tra il lago e l'entroterra veronese.
Colline moreniche e un clima gentile
Le colline su cui crescono le viti sono di origine morenica: le hanno modellate i ghiacciai che, in epoche remote, scavarono il bacino del lago e depositarono ai suoi margini detriti, ciottoli e sabbie. Questi terreni, ben drenati e vari, uniti all'influenza mitigatrice del Garda, danno vini dal profilo elegante e fragrante, più giocati sulla freschezza che sulla potenza.
Le uve: Corvina e Rondinella
Il protagonista è la Corvina, il vitigno simbolo del Veronese, che secondo il disciplinare può arrivare a costituire gran parte dell'uvaggio. Accanto a lei c'è la Rondinella, mentre una quota minore può essere riservata ad altre uve rosse, tra cui la tradizionale Molinara. Il risultato è un rosso dal colore rubino brillante, con profumi di piccoli frutti rossi e di spezie e un sorso asciutto e sapido.
La denominazione Bardolino DOC esiste dal 1968; dal 2001 la tipologia Bardolino Superiore ha ottenuto la DOCG, riservata a vini di maggiore struttura.
Tre sottozone con una storia antica
Una delle novità più interessanti degli ultimi anni è il riconoscimento ufficiale di tre sottozone, individuate già nell'Ottocento e oggi indicate in etichetta:
- La Rocca, che comprende i comuni affacciati sul lago come Bardolino, Garda, Lazise e Torri del Benaco;
- Montebaldo, con le colline dell'entroterra ai piedi del Monte Baldo, da Caprino Veronese a Costermano;
- Sommacampagna, verso sud-est, in direzione di Verona.
Assaggiare vini delle diverse sottozone è un modo piacevole per capire quanto il paesaggio cambi, anche a breve distanza, e quanto questo si senta nel bicchiere.
Il Chiaretto: il rosa del lago
Il Chiaretto nasce dalle stesse uve del Bardolino, ma con una vinificazione in rosato: il mosto resta a contatto con le bucce solo per poco tempo, quanto basta per assumere un colore tenue. Dal 2021 il disciplinare ha adottato ufficialmente il nome Chiaretto di Bardolino e ha indicato il rosa chiaro come colore di riferimento. Esiste anche nella versione spumante, sempre più apprezzata come aperitivo.
È un vino da bere fresco, che si abbina con naturalezza al pesce di lago, alle verdure, ai piatti estivi, e che trova il suo momento perfetto al tramonto, quando la luce sul Garda diventa dorata.
Come gustarli al meglio
Sia il Bardolino sia il Chiaretto danno il meglio di sé quando sono giovani, freschi e fragranti: non sono vini da dimenticare in cantina per anni, ma da stappare con gli amici, a tavola o all'aperto. Il rosso si presta a essere servito appena fresco, soprattutto nelle giornate calde, e accompagna bene salumi, primi piatti della tradizione veronese e carni bianche. Curiosità: la Corvina è la stessa uva protagonista dei grandi rossi della vicina Valpolicella, ma qui, tra lago e colline moreniche, esprime un carattere più leggero e immediato. Assaggiarli uno accanto all'altro è un piccolo viaggio nel territorio veronese.
Il vino come scusa per scoprire il territorio
Andare per cantine significa anche attraversare borghi, strade panoramiche e colline che altrimenti restano fuori dagli itinerari più battuti. E se il vostro soggiorno cade all'inizio dell'autunno, non perdete la Festa dell'Uva e del Vino di Bardolino, uno degli appuntamenti più sentiti del lago.
A L'OF 1823, tra le colline di Pai di Sopra, potrete rientrare la sera dopo una giornata tra filari e borghi, riposare in una camera tranquilla e ripartire la mattina dopo, con la colazione, verso un'altra sottozona da scoprire.
Un calice di Bardolino e il silenzio di L'OF 1823
Dopo una giornata tra vigneti e cantine della sponda veronese, tornate a riposare tra le colline di Pai di Sopra.