Passeggiando oggi sul lungolago di Torri del Benaco, tra il piccolo porto, le barche e i caffè all'aperto, è difficile immaginare quanta storia sia passata da qui. Eppure questo borgo della sponda veronese è stato per secoli un luogo di confine, di difesa e di governo: una fortezza voluta dagli Scaligeri e, sotto la Repubblica di Venezia, la sede di una piccola "federazione" di comunità del lago.
Conoscere questa storia rende la visita più ricca. Ecco le tappe principali, dalle origini ai giorni nostri.
Dalle origini a Berengario
Le rive intorno a Torri sono abitate da tempi antichissimi: nel territorio del comune si trovano numerose incisioni rupestri, alcune delle quali risalgono all'età del Bronzo. Non lontano da Pai di Sopra potete vederne un esempio visitando le Incisioni rupestri di Crero.
In età romana l'insediamento entrò a far parte del mondo di Roma, come testimoniano ritrovamenti di monete imperiali e alcuni toponimi locali. Una tappa decisiva arrivò agli inizi del X secolo: per difendere il lago dalle incursioni degli Ungari, il re d'Italia Berengario I, che nel 905 si fermò a Torri, fece costruire una cinta muraria. A lui la tradizione lega anche la torre che ancora oggi si affaccia sulla piazza della chiesa, detta appunto Torre di Berengario.
Gli Scaligeri e il castello
Il simbolo di Torri del Benaco è il suo castello scaligero, affacciato sul porto. Nel 1383 Antonio della Scala, ultimo signore della famiglia che governava Verona, fece ricostruire la fortezza sui resti di un impianto più antico, rafforzando al tempo stesso le difese del porto. Una lapide sulla torre occidentale ricorda ancora quei lavori.
Il dominio scaligero, però, durò poco: la fortezza passò presto ai Visconti di Milano e, all'inizio del Quattrocento, alla Repubblica di Venezia. Venuta meno la sua funzione militare, il castello attraversò un lungo periodo di declino.
La limonaia e il museo
Nel 1760 all'interno delle mura trovò posto qualcosa di molto più pacifico di una guarnigione: una limonaia, la tipica serra in pietra e legno in cui sul Garda si coltivavano gli agrumi. È una delle ultime ancora esistenti sul lago, e ancora oggi custodisce piante di limone secolari.
Dopo un lungo abbandono, il castello è stato restaurato negli anni Ottanta del Novecento ed è diventato sede del Museo del Castello Scaligero. Le sue sale raccontano la vita tradizionale di Torri e del Garda: la pesca, la coltivazione dell'olivo, le incisioni rupestri del territorio, documentate con riproduzioni e calchi. Per aperture e visite fate riferimento ai canali ufficiali del museo.
La Gardesana dell'Acqua
Con il passaggio alla Repubblica di Venezia, dal primo Quattrocento, Torri del Benaco divenne la sede della Gardesana dell'Acqua, un organismo che riuniva diverse comunità della riva veronese e che la Serenissima dotò di ampie autonomie. Aveva compiti di natura soprattutto fiscale, come la ripartizione dei tributi tra i comuni, e si occupava anche di contrastare il contrabbando sul lago.
Ne facevano parte, tra gli altri, i vicariati di Brenzone, Pai e Malcesine a nord, Torri, Albisano, Garda e Costermano al centro, Lazise, Cisano e Bardolino a sud: anche Pai, dunque, dove oggi si trova L'OF 1823, era parte di questa storia. Il Consiglio della Gardesana si riuniva a Torri, in un palazzo del centro storico, sotto la presidenza del Capitano del Lago, la cui residenza era nel Palazzo dei Capitani di Malcesine. L'istituzione attraversò tutta l'età veneziana, fino al Settecento.
Da borgo di pescatori a meta di viaggio
Nei secoli successivi Torri rimase soprattutto un paese di pescatori e di olivicoltori, con la chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, ricostruita nel Settecento, e la Torre dell'Orologio trecentesca a segnare il profilo del borgo. Il turismo è arrivato più tardi, portando nuova vita ma senza cancellare l'impronta antica: il porto, il castello e le vie del centro conservano ancora l'aspetto di un borgo lacustre.
Per una visita completa del paese vi consigliamo la nostra guida Cosa vedere a Torri del Benaco. E se soggiornate a L'OF 1823, a Pai di Sopra, potete scendere a Torri con calma dopo la colazione servita nella sala al piano terra e rientrare la sera nella quiete della collina, dove la storia del lago continua tra borghi, chiese e antichi sentieri.
La storia del Garda da L'OF 1823
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